Mulligan Concept – Terapia Manuale

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Autore: Hing, Hall, Mulligan
Editore: Piccin
Anno: 2021
Pagine: 400
ISBN: 9788829931323
Prezzo: 75,00€
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Ringrazio Elsevier per aver esercitato pressioni, in modo garbato, nei confronti del Prof. Wayne Hing e del Dott. Toby Hall affinché scrivessero una seconda edizione di questo libro di testo sui miei concetti. In questa edizione ci sono miglioramenti delle tecniche
originarie che dovevano essere condivisi, così come nuove tecniche essenziali. Devo nuovamente riconoscere e ringraziare i miei colleghi di insegnamento Mark Oliver e Frank Gargano per le nuove tecniche e il materiale con cui hanno contribuito. 

Credo che i contenuti di questo libro, nella sua seconda edizione, non abbiano prezzo. Tutti coloro che hanno a che fare con patologie muscoloscheletriche e praticano la terapia manuale dovrebbero averne una copia.

Come ho affermato nella prima edizione, ciò che rende i nostri concetti così speciali è che, quando indicati, sono efficaci immediatamente. Le tecniche di mobilizzazione con movimento (MWM, Mobilisation With Movement) descritte in questo libro
devono essere utilizzate, quando rientrano nelle indicazioni, solo se non producono dolore e, ovviamente, sono immediatamente efficaci. Non conosco altri concetti di terapia manuale, indicati per tutti i distretti del corpo, che seguano queste linee guida. 

La caratteristica che le rende veramente speciali è che sono necessari solo un paio di minuti per decidere se sono indicate. Non essere in grado di utilizzare i nostri concetti potrebbe voler dire negare ai pazienti la migliore opzione di trattamento. Posseggo molte ore di video che mostrano l’efficacia dei nostri concetti, estratte da trattamenti che ho eseguito personalmente durante vari stage in molte città in America di fronte ai miei colleghi. Le centinaia di persone che hanno assistito non hanno dubbi sull’efficacia di queste tecniche in virtù dei costanti esiti positivi e immediati senza dolore. Dovrei aggiungere che, quando tengo una lezione sui nostri concetti, tratto sempre i pazienti sul palco per mostrare cosa possiamo fare – il che è molto meglio rispetto alle parole. 

Chiedo venia per la ripetizione ma, dal 1985, i nostri concetti hanno fatto molta strada quando, per caso, ebbi un inaspettato e immediato risultato sul dolore trattando un dito traumatizzato, usando quelle che ora sono conosciute come “MWM”. La paziente,
una giovane donna sui vent’anni, presentava un’articolazione interfalangea gonfia, dolorosa e che non si fletteva. Applicai più volte la trazione sull’articolazione, senza risultati. Utilizzai quindi le traslazioni articolari (scivolamenti) nella direzione biomeccanicamente
consigliata per la flessione. Come le trazioni, anche questi scivolamenti furono inefficaci e dolorosi. Provai allora un movimento accessorio di trazione mediale, ma, per la paziente, fu inaccettabile a causa del dolore. 

Senza molto entusiasmo tentai quindi delicatamente una trazione laterale, che portò la paziente a dire che non faceva male. Qualcosa mi spinse a sostenere questa trazione chiedendole se avesse potuto flettere il dito. Con mio grande stupore e sua somma
gioia, il dito si flesse senza dolore! Poi disse qualcosa del tipo “Mi hai sistemato”. “Certo!”, risposi: aveva ancora una piccola limitazione del range di flessione a causa di un gonfiore residuo, ma lasciò il mio ambulatorio con un sorriso. 

La giovane donna tornò due giorni dopo e il suo dito era completamente guarito. Mi chiesi quale fosse il motivo. L’unica spiegazione che mi potei dare per il successo del trattamento fu che, a causa del suo trauma, si verificò un piccolo spostamento posizionale
dell’articolazione che impediva il movimento di flessione. Solo quando questo errore posizionale venne corretto fu possibile un pieno recupero. In questo caso, quella che avevo formulato era una semplice ipotesi e per questo ho iniziato a osservare
diversamente tutte le articolazioni che avevo trattato. Ho quindi provato a vedere se avessi potuto ottenere risultati simili riposizionando anche altre superfici articolari. E i successi sono stati incredibili. Li ho chiamati “un miracolo al giorno”. Una volta Louis Pasteur ha detto che la fortuna favorisce la mente preparata. Quando, per caso, ho avuto il mio primo “miracolo” con la ragazza e la sua articolazione interfalangea dolorosamente limitata, avevo davvero la mente preparata. 

Oggi i concetti che sono nati da questa scoperta casuale hanno fatto molta strada e le linee guida sono ora a disposizione per essere usate in clinica con successo e sono descritte in questo testo. Per avere successo in modo ottimale con i nostri concetti,
sono necessari un ragionamento clinico avanzato ed eccellenti abilità manuali. Le descrizioni dettagliate in questo libro vi aiuteranno immensamente in entrambi questi aspetti. L’ideale sarebbe, ovviamente, che il lettore frequentasse i corsi disponibili presso insegnanti accreditati Mulligan Concept. Insegnanti e corsi sono elencati nel sito www.bmulligan.com. 

Sul tema degli insegnanti, sono riconoscente e ringrazio sempre il mio mentore Freddy Kaltenborn. Freddy è venuto molte volte dall’Europa per insegnare nella lontana Nuova Zelanda. Mi ha insegnato a manipolare ogni articolazione della colonna vertebrale
e a mobilizzare le articolazioni distali. I suoi validi insegnamenti mi hanno dato eccellenti capacità manuali. Inoltre ha migliorato le mie conoscenze e l’importanza che ha dato al significato clinico dei piani di trattamento mi ha consentito di sviluppare con successo la MWM. Se non si conosce il piano di trattamento di ogni articolazione non si sarà mai in grado di manipolare con successo o applicare efficacemente i concetti Mulligan. Devo sottolineare che le tecniche contenute in questo libro non sono scolpite nella pietra. Sono tutte basate sul riposizionamento delle superfici articolari o dei muscoli e dei loro tendini, per vedere se sia possibile ottenere una risoluzione indolore di un problema muscoloscheletrico. 

Le tecniche descritte nel libro sono quelle che, nel Mulligan Concept Teachers Association, abbiamo trovato clinicamente efficaci. Se qualche clinico, che possieda le conoscenze e le capacità di gestione necessarie, applicandole, fosse in grado di migliorare queste
tecniche, sarebbe il benvenuto. Si spera che questi clinici condividano i loro significativi miglioramenti con altri clinici e insegnanti.
Mi sento onorato di avere il sostegno di studiosi come Wayne e Toby e ringrazio sinceramente loro ed Elsevier per questa meravigliosa pubblicazione. 

Brian Mulligan

PREFAZIONE

Questa seconda edizione del libro intitolato The Mulligan Concept of Manual Therapy: Textbook of Techniques propone nuove tecniche in aggiunta a quelle originali trattate nella prima edizione. Sono descritte più di 250 tecniche del Mulligan Concept, tra cui: tecniche per il terapista, esercizi da fare a casa e tecniche di taping. Le immagini illustrate in questo libro sono state rinnovate per una maggiore chiarezza, in numero notevolmente aumentato per consentire al lettore di concettualizzare meglio l’esecuzione di ciascuna tecnica. Il testo è stato inoltre aggiornato in ogni capitolo, con nuovi riferimenti per informare il lettore sulle attuali evidenze del Mulligan Concept. 

Lo scopo di questo libro è quello di essere una risorsa completa e facile da seguire per i principianti, per i clinici esperti e per i ricercatori. È stato scritto per il clinico, per l’insegnante e per lo studente interessati a migliorare la loro familiarità con l’ampia
gamma di tecniche presenti sotto il mantello del Mulligan Concept. Le tecniche del Mulligan Concept sono efficaci e sicure se sono applicate secondo le linee guida e i principi di base identificati in maniera chiara. 

Quando Brian Mulligan descrisse per la prima volta la Mobilisation with Movement (MWM) nel 1984, condivise le sue tecniche attraverso il suo libro originale intitolato Mulligan’s Manual Therapy: NAGs, SNAGs and MWMs, del quale sono state stampate
sette edizioni negli ultimi 30 anni. Questo libro è stato scritto per espandere e descrivere completamente, in un formato standardizzato, tutte le tecniche menzionate nei suddetti testi originali di Brian Mulligan, oltre a includere nuove tecniche che non erano contenute nelle precedenti edizioni. Questo libro ha anche lo scopo di accompagnare il nostro primo testo intitolato Mobilisation With Movement: the Art and the Science (Mobilizzazione Con Movimento: l’Arte e la Scienza, ndt), pubblicato nel 2011. 

Il nostro primo libro ha evidenziato la scienza alla base delle MWM e ne ha descritto “l’arte”, negli aspetti inerenti all’implementazione della loro efficacia. In quel testo sono stati delineati i principi che stanno alla base delle MWM, sono stati esaminati potenziali meccanismi alla base della corretta applicazione delle MWM e sono stati rivisti criticamente ed in modo approfondito aspetti della loro applicazione clinica, comprese le linee guida sul dosaggio e la risoluzione dei problemi. Oltre la metà del primo testo presenta l’applicazione di MWM in una serie di case report. Questi case studies si focalizzavano sul ragionamento clinico alla base dell’applicazione del Mulligan Concept, includendo la considerazione dell’evidenza. Nei case studies è stata seguita l’applicazione del Mulligan Concept dalla prima seduta alle dimissioni, mostrando come le tecniche fossero state selezionate e applicate e la loro progressione nel corso del programma di trattamento. Tuttavia, lo scopo di quel primo libro non era quello di fornire una descrizione dettagliata di tutte le tecniche presenti nel Mulligan Concept. Questo è invece l’obiettivo della prima e della seconda edizione del libro attuale in quanto continua il lavoro del precedente libro, una pietra miliare, Mulligan’s Manual Therapy: NAGs, SNAGs and MWMs. 

C’era una reale necessità di una presentazione completa della vasta gamma di tecniche del “Mulligan Concept”. Queste tecniche includono le MWM e altre tecniche Mulligan come il fenomeno del rilascio di dolore (PRP, Pain Release Phenomenon, ndt). 

Ogni tecnica è stata descritta in un formato coerente e logico che spiega in modo completo le indicazioni, l’applicazione e le modifiche per ciascuna tecnica. Inoltre, abbiamo dettagliato le evidenze attualmente disponibili per ciascuna tecnica in ogni capitolo. Il libro è diviso in 14 capitoli che comprendono tutto il corpo e coprono l’intera gamma di disturbi muscoloscheletrici che si presentano nella pratica clinica, compresi apparenti affezioni non articolari come l’epicondilalgia laterale. I primi capitoli si concentrano sulle MWM, sugli esercizi per casa e sulle tecniche di taping per il quadrante superiore, che comprende la colonna cervicale fino al torace. Questi capitoli includono: le cefalee e le vertigini cervicogeniche, l’articolazione temporomandibolare, il complesso della spalla, il gomito, l’avambraccio, il polso e la mano. I capitoli successivi riguardano il quadrante inferiore: la colonna lombare, l’articolazione sacroiliaca, l’anca, il ginocchio, la caviglia e il piede. Il capitolo finale riguarda i PRP di uso comune, differenziati dalle MWM ma che possono essere molto utili nella corretta presentazione clinica, generalmente dopo che la condizione da trattare si è dimostrata resistente ad altre tecniche del Mulligan Concept. 

Le tecniche di questo testo sono tratte da quelle presentate nei corsi del Mulligan Concept tenuti in tutto il mondo e come tali formano il curriculum dei diversi livelli del concetto. Inoltre è presentato un dizionario delle note per le tecniche descritte, insieme
a una spiegazione del razionale alla base del sistema di annotazioni. 

Professor Wayne Hing
Brisbane, Australia, 2019

Professore associato aggiunto Toby Hall
Perth, Australia, 2019

Brian Mulligan
Wellington, Nuova Zelanda, 2019

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